“I Corsi e ricorsi della Storia: Il viaggio dalla fuga all’accoglienza”

è un progetto nato dall'entusiasmo di tre docenti di Italiano e Storia – la prof.ssa Erica Di Stefano che ha lavorato con la classe I indirizzo Turismo dell' Istituto Alberti-Porro Pinerolo e le prof.sse Angela Simona Dragone e Filippa Vitale, che hanno lavorato con le classi terza e seconda media di I grado dell'Istituto comprensivo Piossasco II. Attraverso un percorso di continuità e verticalità tra i due gradi di scuola, si è  sviluppato  un lavoro focalizzato a leggere, comprendere, interpretare fonti storiche di vario tipo, poi utilizzate per la produzione di testi multimediali, secondo quanto richiesto dal bando dell'USR Piemonte.

La scelta  tematica  della migrazione, del viaggio che viene intrapreso da una minoranza religiosa o etnica o politica per sfuggire alle persecuzioni e l'accoglienza che essa spera di  trovare nel luogo ove approda, è stata dettata dalla consapevolezza di quanto sia importante, e doveroso per la Scuola,  stimolare la riflessione dei giovani sull'incessante ripresentarsi nel tempo e nello spazio (i Corsi e ricorsi della Storia) delle tragedie umane provocate da molteplici forme di discriminazione e di persecuzione;  sulla necessità che l'Uomo, attraverso la Memoria,  faccia propri e duraturi  i valori del rispetto della diversità, della libertà e della dignità altrui; si liberi dal pregiudizio e impari l'esercizio dell'accoglienza; rifiuti la pretesa di  omologare  e di sopraffare e comprenda che  convivere pacificamente e rispettosamente con il diverso è un'opportunità di arricchimento reciproco.

Lo  sviluppo di  questi temi si è avvantaggiato di contesti territoriali e storico-culturali particolarmente significativi e favorevoli in quanto l'istituto Piossasco II è anche sede di un Centro Territoriale Permanente, per cui i ragazzi che lo frequentano sono abituati a condividere positivamente spazi ed esperienze scolastiche ed umane con numerosi migranti; l'istituto Alberti- Porro  opera sul territorio dove insiste la Comunità Valdese, che    esprime  i propri valori   attraverso iniziative culturali, sociali e di servizi alla persona, dai quali  il territorio stesso trae rilevanti benefici. Non è casuale né riducibile ad un mero fatto geografico che il Centro Culturale Valdese e la Diaconia Valdese abbiano partecipato a questo progetto in partenariato con le due scuole.

Il progetto vuole lasciare agli studenti una riflessione aperta: la  “normalità”, la “quotidianità” con le quali essi vivono la presenza delle “diversità”  devono far  riflettere.

La “normalità” non è sempre stata tale e potrebbe tornare a non esserlo: i “corsi e ricorsi storici” attraverso i quali si possono inquadrare le vicende che hanno in passato connotato la storia dei Valdesi e stanno tuttora tragicamente segnando la vita di numerose comunità  in varie parti del mondo, devono convincere che non può essere mai abbassata la guardia contro la discriminazione e l'intolleranza del “diverso”, perché non viene mai meno il rischio della sua emarginazione o della sua persecuzione, in qualsiasi contesto  temporale o spaziale, sociale o culturale.

Il contenuto emozionale del cortometraggio e il modo con cui gli studenti hanno presentato pubblicamente il loro lavoro fanno sperare che il messaggio sia stato compreso.

                           

                        Avevo un sogno                                                     Il nostro percorso     

Desidero ringraziare per l'impegno e il contributo fondamentali per la realizzazione e l'ottimo esito di questo progetto le docenti Erica Di Stefano, Angela Simona Dragone,  Filippa Vitale; i dott. Davide Rosso e Sandro Bellion della Fondazione  Centro Culturale Valdese, i dott. Paola Paschetto  e Massimo Gnone della Diaconia Valdese; il sig. Arouga Tanja che ha dato la propria testimonianza di migrante; il prof. Gianvittorio Avondo dell'istituto Alberti-Porro, che ha dato agli studenti il proprio contributo di storico nello studio dell'esodo dei Valdesi; il dott. Francesco Incurato di Libera, Presidio Rita Atria di Pinerolo, che ha contribuito a stabilire i rapporti fra le scuole ed alcune comunità di migranti; il sig. Paolo Ferrero che ha realizzato tecnicamente il cortometraggio; tutto il personale assistente tecnico e ausiliario dell'istituto Alberti-Porro e del Liceo Porporato che con la propria operosità silenziosa ha reso possibile la realizzazione degli incontri di preparazione e  di presentazione del progetto.